Esplosione alla Marconigomma: nuovo sopralluogo degli inquirenti
Sasso Marconi , 18 novembre: Per gli oltre 50 dipendenti dei due stabilimenti annunciata la cassa integrazione
Nuovo sopralluogo questa mattina del Pm Marco Mescolini alla Marconigomma di Sasso Marconi (Bologna) dove ieri sono morti due dipendenti in una esplosione. "E' stato un ulteriore sopralluogo per compiere accertamenti in relazione alle sostanze", ha detto ai giornalisti all'uscita dallo stabilimento il magistrato. "Prima dobbiamo capire cosa è successo - ha aggiunto - poi capiremo di chi è la colpa. I responsabili dell'azienda sono i primi a voler capire cosa è accaduto. Stiamo facendo gli accertamenti, che sono tutti ripetibili", ha precisato ancora. I giornalisti gli hanno chiesto se vi siano già degli indagati: "No - ha risposto - purtroppo abbiamo tutto il tempo per compiere la perizia".
Intanto istituzioni e sindacati si stanno attivando per assistere Urmila, la moglie dell'operaio indiano Yadaw Ramyas rimasto ucciso nell'esplosione. Da appena un mese la donna aveva raggiunto in Italia il marito, con il quale viveva nella canonica di Pioppe di Salvaro, nel vicino territorio di Marzabotto. "I Comuni di Sasso Marconi e di Marzabotto, insieme ai sindacati, sono pronti a dare un contributo e stanno predisponendo anche una sottoscrizione economica - ha spiegato in un'intervista a E'tv il sindaco di Sasso, Marilena Fabbri - per supportare le scelte della moglie di Ramyas: rientrare in India oppore rimanere qui in Italia". La donna in questo momento è assistita dal cognato e da altri parenti, ma "in questa fase - ha detto ancora Fabbri - c'é sicuramente bisogno di un supporto delle istituzioni, in termini sociali ed economici". L'intenzione dei familiari sarebbe di portare la salma di Yadaw in India, per la cerimonia funebre secondo il rito indù.
Oggi alla MarconiGomma di Sasso Marconi è arrivato anche l'annuncio della cassa integrazione per gli oltre 50 dipendenti. Un provvedimento che era già nell'aria a causa del calo degli ordini del semilavorato in gomma prodotto dall'azienda e destinato a comparti industriali in crisi (auto, pelletteria, impianti industriali). Ma che probabilmente è stato accelerato dal sequestro da parte della magistratura di entrambi gli stabilimenti che fanno capo alle due società controllate dalla MarconiGomma srl, la Rubber (dove ieri è scoppiato il miscelatore) e la MarconiSpecial.
I sindacati, che oggi hanno incontrato la proprietà e poi tenuto una assemblea con i lavoratori, non sanno stimare per quanto tempo l'azienda dovrà restare ferma e se questo vorrà dire o meno perdita di posti di lavoro. "L'assemblea è stata toccante, perché la prima cosa che tutti hanno chiesto sono state informazioni sui feriti", ha spiegato Giordano Giovannini, segretario regionale della Filcem-Cgil. Feriti le cui condizioni migliorano. "C'é preoccupazione per il lavoro", ha detto Marinella Goldoni, della Filcem, che oggi ha partecipato all'incontro con la proprietà e con il socio di maggioranza, Jader Righetti. Il quale - ha raccontato - "é apparso scosso". Da una tragedia che gliene ha richiamato un'altra. L'industriale infatti ha perso una figlia di 18 anni nel rogo dell'istituto Salvemini di Casalecchio quando, nel 1990, un'aereo cadde sulla scuola provocando la morte di 12 studenti.
Una preoccupazione in più riguarda i lavoratori stranieri, quasi la metà dei dipendenti, in prevalenza albanesi, marocchini e tunisini. In base alla legge sulla immigrazione infatti, se hanno problemi di lavoro potrebbero avere difficoltà con il rinnovo del permesso di soggiorno e correre il rischio di dovere tornare in patria. "Speriamo che possano esserci dei provvedimenti che li aiutino", ha detto Giovannini. Anche in questo momento nero però c'é spazio per la solidarietà verso i feriti, i morti e le loro famiglie. In particolare per la moglie dell'operaio indiano morto ieri, che é arrivata in Italia da venti giorni, non conosce la lingua ed é rimasta sola. Perciò i sindacati attiveranno presto un conto corrente per versare delle offerte. E in molte aziende del bolognese, dove in mattinata c'é stata un'ora di sciopero, l'equivalente in denaro, in accordo con le aziende, è stato devoluto a favore delle famiglie.